Panta rei - Inattesi incontri
Riflessioni...

giovedì 6 maggio 2010

...se potesse questo buio cancellare l'universo forse riuscirei a guardarti e non sentirmi così persa...

Società

Socia, compagna, amica, vecchia ragazza bugiarda!
ti disperi con me ma dissidente mi sei!
crudele mi disincanti.

Sgorga nella coscienza il patetico fluire delle tue storie
il sè della vita si relaziona
ti nutri di coscienza
bevi riflessività umana
succhi sangue
succhi anime e menti!
assassina!

di Silvia Miccoli


(dedicata a Consuelo Corradi)

martedì 4 maggio 2010

"... fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza!"
Dante, Inferno, canto XXVI

E' solo una marca...

Che cos' è una marca?

Un prestigio per chi non sà chi vuole essere..

Una maschera! un falso vestito dietro cui si nasconde l' uomo insicuro...
Credo che la maggior parte di tutti coloro che si mostrano esibendosi come galli orgogliosi, siano in realtà dei poveri d' animo, schiavi della loro insicurezza nell' essere.

Ma apparte queste ridicole ostentazioni di status sociale...

Passando per le vie di Ottaviano mi accorgo di venditori ambulanti che esibiscono perfette copie di Prada, Cavalli, Gucci Fendi, Armani, Valentino, Louis Vuitton ... etc..
ma che costano molto meno...
allora mi chiedo: Qual' è la vera truffa? Se ad un minor prezzo si può comprare la stessa cosa??

...

Soprattutto se la vera "domanda" è : Datemi un' identità in prestito.





Silvia Miccoli


lunedì 3 maggio 2010

Il senso è l' uscita riflessiva dalla continuità temporale



Come è prodotto il senso? come si può sapere se un' azione è "sensata"?

Alla base di tutto è il tempo!
Il concetto di senso è legato al tempo.

Nella vita di tutti i giorni diamo per scontato che le nostre azioni abbiano un SENSO ; che esso sia il medesimo che gli altri danno alle nostre azioni; che esso sia " corretto".

La vita quotidiana è un fluire continuo di azioni, nostre e altrui, senza che a nessuno appaia necessario chiedersi il perchè fa così e non altrimenti.

Tutto appare scontato, normale.

Il fatto è che diamo per scontato il senso.

Per esempio, davanti un semaforo rosso non c' è bisogno di riflettere prima di fermare la nostra macchina, la nostra azione è intenzionale ma non riflessiva.

C' è intenzionalità nel fermarsi, ma non c' è riflessività, perchè si agisce "senza pensare": il senso dell' azione è dato per scontato.

Per poter cogliere Il senso si deve uscire dalla continuità temporale , detto in altri termini

Il senso è l' uscita riflessiva dalla continuità temporale.

Il tempo non è un insieme di attimi messi in fila, al contrario è una durata indivisa, un continuo e ininterrotto fluire.
Vale la stessa cosa anche per la nostra coscienza, il fluire della nostra vita è un insieme di vissuti indivisi, come gli attimi del tempo.
Posso staccare uno di questi vissuti della mia esperienza e riflettere su di esso, mentre il flusso della durata e dell' esperienza ha una direzione temporale, la riflessione inverte tale flusso perchè una volta separato l' attimo, o il vissuto esso è passato, è qualcosa che non c' è più :

Perchè si possa cogliere il flusso stesso della durata si presuppone un rivolgimento dello sguardo in direzione contraria al flusso della durata, un atteggiamento particolare nei confronti del flusso della propria durata che è quello che chiamiamo "riflessione". (il Sè è riflessione.)

Non appena rifletto, separo l' adesso da un prima e ricollego l' adesso a un prima: il prima mi viene dato nell' adesso come un passato.
Prendere coscienza significa perciò spezzare l' unità del flusso del tempo:
riflettere è sempre ricordare!

Il senso è quindi sempre separazione, è uscita riflessiva dalla continuità temporale;
perchè l' uomo possa essere consapevole del senso che ha dato alla sua azione (fondamentale è l' uso del passato) , occorre che stacchi quell' unità di senso dall' esperienza attraverso una presa di coscienza riflessiva, occorre che la coscienza rifletta su se stessa.

Silvia Miccoli

sabato 1 maggio 2010

J' adore...




Il bacio (Klimt)


Il bacio è un dipinto ad olio su tela di cm 180 x 180 realizzato nel 1907-08 dal pittore austriaco Gustav Klimt.

Quest'opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta su tela con decorazioni e mosaici (Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna) in color oro sullo sfondo.

L'uomo, in piedi, si piega per baciare la donna che sta inginocchiata sul prato tra i fiori e sembra accettare il bacio, partecipando emotivamente. Solo la faccia e le braccia dei personaggi sono realistiche, il resto del quadro è formato da tinte piatte e volumi geometrici accostati. La faccia della donna è racchiusa fra le mani del maschio, il quale ha il braccio della femmina sul collo. Klimt ha vestito, ed è curioso da notare, i suoi personaggi con la lunga tunica che era solito portare. La coppia è contornata da un ovale.Le forme geometriche sono abbastanza allusive,sul vestito dell'uomo vi sono raffigurati dei rettangoli posizionati in verticale,sul vestito della donna sono raffigurati dei cerchi concentrici,tutte e due le forme geometriche ricordano il sesso dei soggetti che indossano quelle tuniche.

Nella parte d'oro che ricopre l'uomo vi sono figure rettangolari e in bianco e nero, mentre la donna sembra essere punteggiata con mazzi di fiori ed è caratterizzata da forme rotondeggianti e prive di ogni possibile spigolo.

L'opera è esposta al Österreichische Galerie Belvedere di Vienna .